SETTE - Teatro le sedie

VIA VEIENTANA VETERE, 51 - 00188 ROMA
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SETTE

dettagli spettacoli
SETTE – Performance sui Sette vizi capitali
di e con Andrea Giuseppe Graziano
musiche di Daniele Scaramella dirette da Andrea Palmacci
 
Si tratta di sette chiodini conficcati nella vita di personaggi che orbitano intorno alle pulsioni cardinali. Nessun giudizio morale su vittime e carnefici che di volta in volta incontriamo. Questi sono veri, splendenti, anche nel buio, vibranti. Un concerto per attore solo che si abbandona, nella lettura, accompagnato dalla musica dell’ensemble Spirale Armonica Quintet.
 

 
Abbiamo un padre e una figlia, scomparsa tragicamente, nel racconto sull’ira. Un dialogo, sorretto dallo stream of consciousness, caratterizza i due personaggi dell’azienda di scarpe con rete di vendita internazionale, nel racconto sulla superbia. Lo scorrere di una visione sensuale in metro, fermata dopo fermata, pervade il racconto sulla lussuria. Una sferzata di autenticità presiede al vibrante racconto sull’invidia (il più deprecabile dei vizi, quello di cui oggi forse ci si vergogna di più, e che infatti sembrerebbe il più inusitato nelle visioni di senso comune), che qui riemerge in tutta la sua forza, connaturale all’uomo, soprattutto se impegnato in un’azienda all’avanguardia per la ricerca, in crescita, dove idee e progetti, insieme alle ambizioni dei loro emissari, nutrono il tessuto lavorativo e relazionale. La Roma magnificente del centro storico e poi quella contrassegnata dall’architettura razionalista risulta lo spazio-narrato del racconto sull’avarizia, dentro il quale  giocano la loro partita personaggi involti nell’usura, che sporca la bellezza della città eterna per mezzo di urgenze e ricatti, di indubitabile attualità. La dimensione futuristica tecnologica fa da cornice al racconto sull’accidia, ambientato nel 2093, quando anche le relazioni affettive e amorose si giocheranno sul piano virtuale attraverso il “sensatronic”, nuovo strumento in grado di sostituire baci-carezze-amore, in un’era dove il nome della souffrance è Atarassia. Infine vi è lo spettacolare, esilarante racconto sulla gola: il protagonista, genio creativo di un’azienda correlata in una Joint Venture con imprese francesi, affronta la lotta quotidiana con il suo metabolismo: nel bel mezzo del buffet di una convention perviene ad un’accesa iperestesia e per tanto alla visione metafisica d’un planisfero di prelibatezze danzanti.
 
La musica è scritta appositamente per i sette racconti brevi, dunque lambisce o prepara le parole, interpretate in scena dallo stesso Graziano, ne suggerisce il movimento interno, le stratificazioni simboliche e le connotazioni psichiche.
 
Un progetto artisticamente rilevante che ambisce a colpire lo spirito dello spettatore per mezzo di un’onda poliestesica, della durata di circa 100 minuti, fruibile da giovani e adulti, ai quali lascerà un riverbero interiore, un segno che si farà pietas o incanto, riflessione o accordatura dell’anima.
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